Lago Maggiore sorvolato da un drone russo
Indagini in corso per alcuni voli sospetti sul Lago Maggiore di un drone la cui origine potrebbe essere russa. Il drone in questione avrebbe sorvolato per ben cinque volte il Joint research centre della commissione europea ad Ispra. Si tratta di un luogo di ricerca dell’Ue dove si realizzano anche progetti sulla sicurezza dei droni. Va anche detto che nella stessa zona del Varesotto sono presenti gli stabilimenti di Leonardo, la famosa azienda che opera nel settore della Difesa nazionale. Al momento la procura di Milano ha aperto un fascicolo contro ignoti per meglio chiarire la vicenda paventando l’ipotesi di “spionaggio politico o militare, aggravato dalla finalità di terrorismo”. Sono questi gli aspetti decisamente più delicati della vicenda, considerando la difficile situazione internazionale in essere.
Quanto accaduto sul Lago Maggiore riporta nuovamente l’attenzione sulla possibile presenza di droni russi che si muovono con ogni probabilità per fini di spionaggio. Vi abbiamo raccontato in precedenti articoli di altri fatti simili, leggete per esempio: “Spionaggio internazionale con droni russi in Germania”.
Un drone russo nei cieli del Lago Maggiore
L’obiettivo delle indagini sui voli avvenuti sul Lago Maggiore è quello di verificare eventuali reali tentativi di spionaggio su un obiettivo coperto da vincoli di sicurezza nazionale ed europea. Secondo quanto dichiarato dalle fonti di sicurezza che seguono il caso c’è massima cautela. Non ci sono infatti testimoni oculari dell’accaduto, come invece avvenuto in altri casi sospetti per esempio negli USA. Un sistema di rilevazione di radiofrequenze avrebbe infatti intercettato il velivolo riconoscendolo come un apparecchio di fabbricazione russa. Si tratterebbe però di un modello che non potrebbe sostenere viaggi di troppi chilometri. L’ipotesi, quindi, è che potrebbe essere decollato da una base non lontana dal luogo sorvolato. Si tratta perciò di una questione da analizzare con estrema attenzione, considerando anche la vicinanza degli stabilimenti di Leonardo e della sede operativa della Nato a Solbiate Olona.
La questione dei sorvoli sul Lago Maggiore riporta nuovamente l’attenzione su quanto il ruolo dei droni sia mutato negli ultimi anni. Il loro impiego è sempre più diffuso nelle attività militari. Ormai notizie legate al loro dispiegamento nel conflitto in corso in Ucraina sono pressoché quotidiane e sempre più spesso si parla anche del loro utilizzo da parte della Russia per conoscere meglio le realtà di altri stati. Nel caso specifico di quanto accaduto sopra il Joint research centre della commissione europea ad Ispra tutto è ancora da chiarire. Certo se si confermassero i sospetti degli investigatori anche il nostro paese si troverebbe a fronteggiare una situazione piuttosto particolare. Va comunque sottolineato come sia fondamentale in questo periodo investire nelle nuove tecnologie come strumenti di sicurezza nazionale. La questione ha già avuto conseguenze a livello politico con diverse prese di posizione da parte dei principali partiti.

